Massimo_m

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  • Massimo_mMassimo_m
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    … e poi ha un girarrosto dove puoi mettere un vitello; e anche per l’indiretta, le dimensioni e la possibilità di regolare perfettamente distanza e temperatura lo rendono molto comodo.Non indispensabile, ci mancherebbe, ma molto comodo.

    Massimo_mMassimo_m
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    Però il punto è che il Napoleon mi servirebbe soprattutto per le grigliate all’italiana; anche se non ha niente da invidiare a qualsiasi kettle anche per affumicare o per il barbecue lo S&L, sotto quel fronte sono già coperto perché oltre al weber ho già un bellissimo bradley.
    Per le grigliate, il char griller non è il meglio, e la comodità funzionale del napoleon non ha confronti.
    Certo, ci sono quei 1500 euro che pesano parecchio, tant’è che avevo sospeso l’acquisto; ma proprio in questi giorni (vedi le coincidenze) stavo nuovamente baloccandomi con l’idea di pigliarmelo. E’ un giocattolo costoso, ma mi sto affezionando molto all’idea, e comunque difficilmente si trova da noi qualcosa di così comodo e efficace per differenziare la distanza dalla brace.
    Insomma, ci penserò su ancora qualche settimana (se non qualche mese) e Vi farò sapere 🙂

    Massimo_mMassimo_m
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    @tursiope wrote:

    la temperatura momentaneamente alta potrebbe migliorare l’effetto crispy della pelle…ecco perchè la porchetta al girrarosto viene bene.

    Nel mio weber Q ho un solo bruciatore quindi il girarrosto potrebbe avere senso.

    Altre esperienze col girarrosto?

    Weber ha messo in giro il kit rotisserie per il Q, qualcuno l’ha provato?

    Si, io l’ho preso e ne vale veramente la pena.
    La cottura al girarrosto comporta che i succhi e i grassi scorrano continuamente sulla carne, mantenendola croccante fuori ma anche succosa dentro. Inoltre, se non fai proprio grossi pasticci col fuoco, è molto più difficile bruciare il pezzo in cottura.
    A parte i grandi classici come il maialetto alla sarda, l’agnellino da latte e il pollo – che sono tutti venuti buonissimi – ricordo che come primo tentativo ho fatto un’arista di maiale. Come si sa, è un pezzo che rischia di rimanere un po’ secco. Bè, anche senza steccarla o coprirla di pancetta è rimasta succosissima e squisita, con un risultato quasi impossibile da ottenere al forno o con una normale cottura indiretta al barebecue.
    Insomma, lo consiglio decisamente.

    Massimo_mMassimo_m
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    Prova e facci sapere; magari fai un ulteriore passo avanti sul cammno della conoscenza 🙂

    Massimo_mMassimo_m
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    Senz’altro, si può provare e verrà buonissimo certamente. Però è quasi altrettanto certo che, anche passando per un po’ in cottura diretta la pelle – se non vuoi rischiare di bruciarla – non otterrai la cotennina croccante, che secondo me è la parte più buona del maialino (o de su porcheddu, come diciamo noi).
    Se però ti capita spesso di reperire maialini di qualità, e magari sei stufo della solita ricetta più o meno classica, quest’alternativa è interessantissima e merita senza dubbio.
    Facci sapere 🙂

    Massimo_mMassimo_m
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    Grazie, è proprio quello che cercavo.
    Perbacco, però, speravo in prezzi un po’ più accessibili 🙂

    Massimo_mMassimo_m
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    Intanto, moltissimi auguri, anche se in ritardo.
    E poi, come sempre, complimenti per la tua capacità sbalorditiva di organizzare eventi di massa, garantendo sempre una qualità strepitosa delle preparazioni.
    Quel maiale (da noi un animale di quella pezzatura lo si chiamerebbe “porchettone”) doveva essere sublime.
    E la festa dev’essere stata davvero bellissima.
    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    ottimo massimo, giusto sul filo di lana!!!
    ma curiosità: le salsicce erano ripiene con verdure e/o formaggi oppure erano lisce?
    ciao
    z

    No, erano lisce; alla fine, il risultato è stato abbastanza buono il primo giorno, con circa due ore di cottura, e anvcora migliore il secondo, con un’ora e quaranta. Solo, il 15 % di grasso è risultato poco. La volta prossima ne farò mettere almeno il 20 %, se non addirittura il 25%.

    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    Le salsicce le ho poi rifatte, sempre affumicandole L&S, ma facendole cuocere molto meno.
    Un paio d’ore abbondanti sono bastate
    .
    La pelle è rimasta decisamente più morbida.

    Caspita, ho letto il tuo ultimo intervento dallo studio, proprio mentre scoccavano le due ore di cottura delle salsicce!!
    Ho immediatamente telefonato a casa per farle levarle dopo dieci minuti (tra l’altro, i salsicciotti erano anche piuttosto piccoli). Grazie davvero per la precisazione preziosissima /vic .

    Per la tua idea ci sarebbe solo da provare.
    se puoi prova e facci sapere se la “frittura” in diretta porta dei vantaggi o no!

    Certamente, e sarete i primi a conoscere i risultati.
    Oggi ne ho preparato solo una porzione (abbondante… 🙂 ) per due, giusto per la fregola di mettere qualcosa dentro il Bradley per provarlo, e quindi non vale la pena d’accendere anche il weber. Ma quando li rifarò per una combriccola di amici proverò senz’altro anche questa variante.
    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    Ieri mi è arrivato lo Smoker digitale Bradley e questo pomeriggio lo voglio inaugurare con una cottura di salsicce speciali che mi sono fatto preparare dal mio macellaio con 1/3 di manzo, 1/3 di vitello e 1/3 di maiale e con un 15% di grasso.
    Zino, se mi autorizzi pensavo di copiare spudoratamente la tua ricetta, solo facendo cuocere per 3 ore anziché 4.
    Mi stavo però ponendo il problema della buccia che s’indurisce, confermato anche da Alberto Pedalino. Cosa ne pensate se dopo cotte sullo smoker le passo a grigliare per due minuti per parte sul weber? Si risolve il problema della “frittura” del grasso con conseguente scioglimento della buccia o si rischia di rovinare tutto?

    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    Grazie, caro Vannim, per la traduzione.
    Accidenti, 3 settimane di salamoia sono impressionanti; credo che più o meno il sale, l’acqua e le spezie per così tanto tempo producano l’effetto corrispondente a una buona bollitura.
    Il problema, a questo punto, diventa quello già trattato qualche volta ma, mi pare, mai risolto definitivamente: dove procurarsi comodamente il salnitro.
    Domani proverò a chiedere al mio macellaio di fiducia, che prepara anche insaccati e quindi dovrebbe averne. Qualcuno ha informazioni su venditori on-line garantiti e affidabili?

    Massimo_m.

    Massimo_mMassimo_m
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    … e me la suono da solo, però in queste ore ho trovato questo link (a una pagina in inglese) che sembra molto interessante

    http://www.ehow.com/how_2053369_make-pastrami.html .

    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    Bellissima ricetta, splendido risultato.
    Non vedo l’ora che arrivi anche a me lo smoker (è già in viaggio!!).
    Massimo_m

    Massimo_mMassimo_m
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    Molto interessanti e utili le precisazioni di Gallix e di Alberto; tanto è vero che le ho immediatamente messe a frutto, provando dei begli stinchi di maiale con marinatura di 3 ore di vernaccia di Oristano, rosmarino, salvia, timo, aglio, sale, pepe e olio. Cottura a circa 145 °, con affumicatura di ciliegio per una mezz’oretta. In meno di tre ore, la temperatura al cuore era di 82 ° e il risultato quasi (quasi, sottolineo) uguale a quello classico L & S. La consistenza era un pochino più coriacea e la carne forse appena un po’ più secca del solito, comunque ampiamente entro i limiti di tolleranza (solo io ho notato la cosa, i commensali hanno gradito moltissimo). In tutti i casi, il risparmio di tempo valeva senz’altro la leggera perdita nel risultato, soprattutto considerando che sennò non avrei proprio potuto preparare lo stinco perché non avevo tempo a sufficienza per una cottura lenta.
    Grazie, ancora una volta il forum è stato utilissimo e mi ha insegnato una cosa nuova.
    Massimo

    Massimo_mMassimo_m
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    Se posso interloquire ancora (dopo tanto tempo d’assenza =) ) credo che più che un problema di gusto, il rischio è che affumicando a 145° il rischio della produzione di creosoto inizi già a essere piuttosto elevato; forse si potrebbero combinare il sistema L&S classico con questa riduzione, facendo l’affumicatura nella prima fase ai soliti 110°, e poi, una volta terminata l’affumicatura, elevando la temperatura sino a 145/150. Che ne pensate?
    Massimo

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