PER RIMANERE IN TEMA DI TARTUFI- IL NERO DI FRAGNO 2008-05-06T07:57:43+00:00

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    “LA PREZIOSA TRIFOLA”

    Il tartufo, delizioso frutto della terra , è un vero e proprio tesoro sotterraneo. Con il suo intenso profumo e originale sapore è tra i più misteriosi esseri del regno vegetale. Una protuberanza che già nell’antichità meravigliò botanici e naturalisti e ancora adesso conserva i suoi segreti con molta gelosia. I Romani lo chiamavano semplicemente “tuber” che in latino significa gonfiore, bitorzolo. Aristotele ed altri autori antichi come Pitagora gli attribuirono facoltà afrodisiache, Plutarco era convinto che si formasse in seguito a turbolenze atmosferiche, col favore dei tuoni e fulmini, che derivasse da strane radici vaganti staccatesi dalle piante madri, o grumi prodotti da fermentazioni della terra. Solo verso il secolo XII cominciò ad usarsi il nome di “terrae tuffolae” che si contrae in “tartuffole” da cui “tartufo”. La micologia (lo studio botanico dei funghi) ha fatto luce su una parte dei segreti del tartufo, affermando che si tratta di un fungo micorrizico, esso infatti per sopravvivere instaura un rapporto di simbiosi mutualistica con la pianta ospite. Questa simbiosi consiste nello scambio di soluti e sostanze nutritive fra la pianta ed il micelio del fungo. Entrambi traggono grandi benefici da questo legame. Non tutte le piante sono idonee ad ospitare il tartufo nero di Fragno le preferite sono : il Carpino nero, la Roverella, il Cerro, il Nocciolo, il Faggio, il Ciliegio selvatico, il Pino nero etc… Il tartufo nero di Fragno si sviluppa preferibilmente su terreni derivanti dal disfacimento di rocce
    sedimentarie calcareo marnose del periodo Mesozoico e Cenozoico denominate “Flysch “. Questi grandi affioramenti calcarei sono presenti nelle nostre vallate, i più importanti sono il Flysch del Monte Sporno e del Monte Cassio situati in Val Baganza ed il Flysch del Monte Caio che interessa la Val Parma. I frutti del nero di Fragno si sviluppano in queste vallate nei terreni freschi e ben drenati al limitare o all’ interno di boschi misti di
    latifoglie a partire da 500 metri fino a 900 – 1000 metri di altitudine preferendo un’ esposizione fresca rivolta a Nord. Il nero di Fragno fruttifica ad una profondità che va dai 5 ai 15 – 20 cm. per raccoglierlo è obbligatorio l’ uso del cane addestrato e di un vanghino la cui lama non deve superare i 6 cm. di larghezza. Non è permesso dai vigenti regolamenti raccogliere più di un Kg. di tartufo al giorno.

    Le varietà dei tartufi sono oltre 100, ma le più conosciute sono il tartufo bianco d’Alba o di Piemonte (tuber magnatum) particolarmente pregiato per l’intenso profumo e la capacità di esaltare i cibi, il tartufo nero di Norcia e di Spoleto (tuber melanosporum) molto più diffuso e meno quotato del “magnatum”, lo scorzone o tartufo nero estivo (tuber aestivum) e il tartufo nero di Fragno (Tuber uncinatum Chatin)

    Palazzo Tarasconi , il cui corpo si connette a quello della chiesa parrocchiale, conserva alcuni affreschi attribuiti al pittore bolognese Girolamo Curti detto il Dentone (1629 ca.).

    Botanical name:Tuber Uncinatum Chatin

    Italian Name : tartufo nero di Fragno

    informazioni tratte dal sito della fiera nazionale del tartufo di fragno che si svolge tutti gli anni durante i mesi di ottobre e novembre a calestano in provincia di parma. e’ una kermesse che ormai da alcuni anni riscuote grandissimo successo di pubblico proponendo oltre che ai prodotti eno gastronomici, tartufo su tutti, tantissime iniziative come ad esempio le visite guidate nelle tartufaie con i cani lagotti e la tartufo bike, il cui itinerario riprende alcuni antichi sentieri che collegavano i piccoli centri abitati. Da un crinale all’altro è possibile immergersi in suggestivi spettacoli storici e naturalistici, tra querceti e carpineti fino a costeggiare le antiche rovine del Castello di Marzolara.
    per altre informazioni potete consultare il sito http://www.tartufonerofragno.it/
    ciao da king

    Massim8Massim8
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    Grazie, King, per queste preziose informazioni.

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