LA STORIA DEL BARBECUE 2017-04-03T15:51:18+00:00
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  • Maciobz
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    Salve grillers, faccio una piccola presentazione dell’artBBQ..sperando di farvi cosa gradita…

    Che cosa evoca immagini più di compagnia e tempo libero all’aria aperta dell’odore della grigliata che inizia a diffondersi nell’aria sempre più prepotentemente?

    Un braciere di carbonella, un Barbecue, la carne, il pesce o le verdure pronte per la griglia, il vino alla giusta temperatura, un saggio cerchio di candele alla citronella intorno al tavolo, pronte per la sera e un tranquillo angolo di verde che sa di vacanza, sono gli ingredienti di un successo assicurato.

    E’ una bellissima immagine peraltro facilmente realizzabile in casa, in campeggio o in aree attrezzate. Eppure il barbecue mantiene sempre inalterato il suo fascino millenario.
    Questo tipo di cottura appartiene alla cucina di tutti i paesi e si adatta a qualsiasi tipo di alimento, esaltandone i sapori.
    Dagli antipasti al dolce, passando per i secondi a base di carne, pesce e verdure, la cucina alla griglia permette di ampliare la dieta quotidiana con piatti anche estremamente semplici esaltandone i sapori.

    Ma quali sono le sue origini?

    L’espressione Barbecue si è sviluppata sulle isole caraibiche di Haiti e descrive la somma delle attività coinvolte nell’azione di grigliare la carne su uno spiedino sopra al fuoco. Lo dobbiamo ai marinai, se il vocabolo è stato trasportato tra le onde in nord America dove ha preso piede coinvolgendo le tradizioni culinarie locali in maniera decisiva.
    Lo spirito ottimista che caratterizza gli abitanti statunitensi, si è poi rivelato ideale perché tali tradizioni si potessero svilupare in maniera agevole e rapida. Grigliare la carne è così divenuto una sorta di affermazione culturale. La diffusione è stata maggiore tra la minoranza di americani dalle origini africane. Le grigliate non erano infatti meramente basate su prodotti carnei, bensì pure su altri alimenti. Sopra al carbone ardente, venivano infatti preparati splendidi e ricchi banchetti per imbandire intere tavolate (includendo il dessert!). Condire le pietanze diverse divenne un importante mezzo per dare sfogo alla fantasia ed allo stesso tempo per rispondere ai nuovi impulsi dei palati sempre più esigenti.
    La storia più recente del barbecue mostra che tutte le frontiere sono ormai scomparse e che le grigliate sono apprezzate ovunque. Per questo, due anni fa si sono svolte con grande successo i primi campionati europei (in Svizzera).
    E l’anno scorso a settembre i campionati europei di bbq si sono svolti a S. PAOLO comune di appiano nei pressi di Bolzano.
    Cari compagni di grill, nelle mie lunghe ricerche, ed e’ anche per questo motivo che non sono molto presente qui con voi, ho trovato un po’ di storia sul bbq e sulla origine del nome, da quello che ho letto comunque si perde nella notte dei tempi l’orogine della parola “BARBECUE” e la pratica di essa..

    Comunque leggete e prendete le vostre debite conclusioni..

    Cos’è un Barbecue, esattamente?
    La domanda può sembrare peregrina, ma ci sembra giustificata dall’amplissima ed incerta accezione che il termine ha guadagnato nel corso dei secoli.
    Partecipare ad un barbecue, fare un barbecue, comprare un barbecue, sono tutte espressioni corrette, che implicano però cose completamente diverse. Nessuno, ad esempio, direbbe mai: “ho partecipato ad un caminetto…”, mentre potrebbe dire: ” ho fatto un barbecue nel caminetto…”. La parola Barbecue, insomma, comprende in sè l’atto del cucinare, lo strumento utilizzato e l’evento sociale che ne è la cornice, e nessuno potrebbe dire cosa è più determinante.
    Perchè il vero barbecue è un evento sociale, naturalmente. E perchè il barbecue è una tecnica di cottura in realtà antichissima, propria e conosciuta da tutte le popolazioni cosiddette primitive, ma recuperato dalla nostra civiltà occidentale, dopo essere stato dimenticato e sostituito da tecniche di cottura più ‘civili’ e sofisticate, grazie al contatto con le popolazioni del nuovo mondo, quasi cinque secoli fa, e trasformato in una occasione di festa e di ritrovo tra amici e conoscenti, in una atmosfera di rilassata informalità, come si conviene quando ci si concede ad usi e costumi mutuati da civiltà ‘inferiori’.
    Pare infatti che, benchè l’origine del termine ‘Barbecue’ sia in realtà ancora controversa ed avvolta nella leggenda, la versione più accreditata ( per lo meno dagli americani…) sia la seguente.

    Quando i primi esploratori spagnoli giunsero nell’America centrale, in particolare nei Caraibi, scoprirono che le tribù indiane locali, i Taino, usavano una tecnica di cottura delle carni che consentiva di conservarle a lungo anche nel non favorevole clima locale, consistente nel disporle su di un graticcio di legna sospeso sopra uno strato di braci di legna. La cottura era lenta, e lo scopo del graticcio era quello di tenere la carne distante dal suolo e dalla contaminazione di insetti ed altri animali terrestri, mentre il fumo teneva lontani insetti volanti e contribuiva alla lunga conservazione degli alimenti. Gli stessi tipi di graticci pare venissero usati anche per dormire ( senza braci al di sotto, probabilmente). Il nome di questi graticci nella lingua locale suonava agli spagnoli come barbacoa. Gli spagnoli tornarono in Europa con questo ‘nuovo’ metodo di cottura e questa nuova parola che, con l’entusiasmo caratteristico dell’epoca per le novità e le notizie provenienti dai Nuovi Mondi, si diffuse in breve per tutta l’Europa, con una grammatica più o meno simile in tutte le lingue ed una incertezza più o meno simile circa le reali caratteristiche di questa tecnica di cottura. Nel 1697 in Gran Bretagna il termine barbecue è citato per indicare una piattaforma su cui dormire, ma nel 1733 la parola è già usata per indicare una riunione sociale all’aria aperta dedicata alla grigliatura della carne. Nel 1769 George Washington annota nel suo diario di essere andato ad Alexandria per partecipare ad un “barbicue”.
    All’incirca nel 1540, l’esploratore spagnolo De Soto introdusse il maiale nei territori americani corrispondenti alle attuali Alabama e Florida. Il maiale si trovò così a suo agio nel nuovo clima da diffondersi enormemente, sino a diventare la principale fonte di carne per le popolazioni locali, ed il barbecue, con la sua lenta cottura fumosa adatta ai grandi tagli, il metodo localmente preferito per cucinarlo. Il barbecue finì così per essere considerato una specialità culinaria del nuovo mondo ed in effetti gli americani considerano il barbecue come il loro principale contributo alla cucina moderna.
    A non essere d’accordo sono sopratutto i francesi, i quali non la cedono facilmente quando si tratti di cucina internazionale, e che offrono una etimologia completamente diversa per la parola. Sempre durante la conquista del Nuovo Mondo, esploratori francesi raccontavano di aver mangiato una capra intera cotta su una griglia del tutto simile a quella già descritta, e di averla gustata ” de la barbe a la queue”, dalla barba alla coda, da cui, per contrazione, barbecue.
    Purtroppo, risolvere la controversia risalendo alla fonte linguistica è ormai impossibile: i pacifici Taino, in cambio della benevola accoglienza e della generosa ospitalità elargita ai conquistadores, furono da questi civilmente schiavizzati, infettati da malattie del Vecchio Mondo, ovvero sbrigativamente massacrati, tanto che, sembra già nel 1615, erano praticamente estinti.
    In ogni caso, quali che siano le vostre preferenze circa l’origine della parola, non c’è dubbio che questa sia indissolubilmente legata al Nuovo Mondo, che questa tecnica di cottura sia stata approfondita e praticata in America come in nessuna altra parte del mondo, e che dunque si debba riconoscerne qualche merito agli Americani, sia nativi (i.e.: estinti) che colonizzatori.
    Quanto alla pronuncia, se siete anglofili, pronuncerete bàrbecu, se siete francofili, pronuncerete barbechiù, ma in sostanza non ha molta importanza, perchè possiamo assicurarvi che nessuno al mondo ha la minima idea di quale diavolo sia la pronuncia corretta.

    Maciobz.

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